2. Latifoglie e conifere

Tutte le specie legnose si dividono in due grandi categorie botaniche

  • Conifere (Gymnosperme)
    Alberi a seme nudo, spesso sempreverdi, con foglie aghiformi o squamiformi (pino, abete, larice, cedro…).
    • Legno a tessitura uniforme, con fibre lunghe e parallele
    • Presenza naturale di resine
    • Generalmente più teneri e facili da lavorare
  • Latifoglie (Angiosperme)
    Alberi a foglia larga, in gran parte decidui (rovere, frassino, noce, ciliegio, castagno, betulla…).
    • Struttura più complessa, con pori (vasi conduttori) di dimensioni variabili
    • Maggiore presenza di tannini e sostanze estrattive
    • Legno spesso più denso, con caratteristiche molto variabili tra specie

Perché è importante saperlo?

La distinzione tra latifoglie e conifere non è solo teorica: incide sul comportamento del legno e sull’interazione con i prodotti di protezione.

  • Gli impregnanti sono quasi sempre formulati in versioni distinte per latifoglie e conifere.
  • Anche nei prodotti successivi del ciclo verniciante (fondi, isolanti, finiture) possono esserci adattamenti o scelte specifiche in base all’essenza, per gestire meglio resine, porosità o tannini.

👉 Conoscere la categoria botanica di un legno significa quindi impostare in modo corretto tutto il ciclo di verniciatura, a partire dall’impregnante fino alle mani finali.

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